Sono oltre 150 i film, tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, sezioni competitive e Binari (la nuova sezione che racchiuderà tutte le opere non in concorso), omaggi (Open Eyes) e retrospettiva, che saranno proiettati durante le giornate del Festival.
A fare la parte del leone, escludendo dal conteggio “i film che ci hanno cambiato la vita” e gli omaggi,
sono naturalmente gli Stati Uniti con 32 titoli (ma nessuno nel concorso lunghi). Tra gli europei spiccano la Spagna e la Francia, rispettivamente con 13 e 11 film, mentre gli italiani sono 7 (ma solo uno gareggia per un premio nella competizione che riguarda i corti, La capretta di Chagall ).Tra i paesi di provenienza più curiosi: un cortometraggio che giunge dalla lontana Mongolia, un lungo -The House of Boys- prodotto dal Lussemburgo, un documentario realizzato a Dubai e, in concorso, un film interamente realizzato alle Isole Bahamas, Children of God.
Una piacevole sorpresa arriva dal Sudamerica: ben 16 film (di cui 2 brasiliani, 1 argentino e 1 uruguayano si batteranno per la vittoria finale nel concorso lunghi). Significative anche le presenze di Israele (7), Canada (8) e Gran Bretagna (10).



