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13 Sep
MATRIMONIO GAY: DALEMA CONTINUA A NON DIRE NIENTE DI SINISTRA
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K2_WRITTEN_BY_MALE Angelo Ferro |
Pubblicato in News
 

Ennesima esternazione politica contro i diritti GLBT e stavolta arrivano dalla cosiddetta sinistra. L'enigmatico Dalema cita la Costituzione Italiana per giustificare la propria ontrarietà ai matrimoni omo. Di seguito i comunicati di Arcigay e Certi Diritti /Associazione Radicale).

 

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

 

Massimo D'Alema ha di nuovo dato il peggio di se in una illuminante intervista con Zorro. L'intervento di D'Alema, che cita a sproposito la Costituzione italiana per esprimere la sua contrarietà al matrimonio tra persone  dello stesso sesso, non è altro che la sbiadita fotocopia delle "brillanti" posizioni (e pregiudizi) sostenute dalla maggioranza del sistema partitocratico italiano sui diritti delle persone omosessuali in Italia. Talmente brillanti e "strategiche" che su questi  temi non hanno fatto nulla, esattamente come i Governi di destra.

 
Mister baffetto non fa altro che alimentare  l’incapacità di costruire strategie vincenti, e far arrendere alla disperata realpolitik, la stessa del sostegno al regime sanguinario di Gheddafi, di quando al Pd arrivò all’ultimo momento l’ordine (vediamo chi indovina da chi?) di votare in favore dell’accordo con Gheddafi, o come la tanto propagandata - e mai realmente voluta - legge sul conflitto di interessiQuesto grande genio della politica opera solo in funzione dell'accordo con i fondamentalisti vaticani, divenuti ormai l’unica possibile ancora di salvezza, perchè si deve pure sopravvivere nel sistema che ha permessoBerlusconi di governare per quasi un ventennio.
 
Quelle tesi, invece, oltre a rappresentare il solito tic retorico d'alemiano, utile a rafforzare il logoro mito di un politico cinico e ‘senza paura’, svelano nel miglior modo possibile il guaio di una sinistra italiana che deve combattere con una zavorra culturale (prima che politica) che D'Alema rappresenta al meglio.
 

Una volta i comunisti pensavano che gay e femministe  rappresentavano un falso problema, che i loro problemi si sarebbero risolti automaticamente con l'avvento del socialismo e della dittatura del proletariato. Erano problemi sovrastrutturali, piccolo borghesi.

 
Oggi la dittatura del proletariato è sostituita da Casini e Giovanardi, la coppia di fatto dell'oscurantismo cattolico. E si usa l'arma del ridicolizzare le posizioni di chi disturba i manovratori: chiedere il matrimonio civile (civile D'Alema, civile, nessuno ha mai chiesto quello religioso, esattamente come capita in tutti i Paesi europei) e mettere al centro dell'agenda le Riforme di questo Paese, anche quelle che riguardano i diritti e le libertà individuali (al centro D'Alema, al centro, e non al primo posto come lei vorrebbe far credere), disturba le "superiori strategie" di chi è disposto a negare la realtà per raggiungere il potere, quello più becero, partitocratico, colluso e in simbiosi con la casta clericale e vaticana.
 
La realtà è fatta di centinaia di migliaia di coppie e di famiglie lgbt, che SONO famiglie, proprio come dice la Corte Costituzionale, checchè ne pensi e dica D'Alema, insieme ai suoi oramai compagni Casini e Giovanardi. E che chiedono la cosa più semplice, così come hanno fatto già Spagna, Belgio, Olanda,Portogallo, (giusto per fare qualche esempio): il matrimonio civile, per non condannarli ad essere cittadini di serie B.
 

Di migliaia di amministratori locali e dirigenti del PD che concretamente tutti i giorni nell'amministrazione della cosa pubblica tentato di abbandonare il cinismo untuosetto della tradizione dalemiana per sostituirlo con un po’ di sano riformismo socialdemocratico.

 
Noi siamo al fianco dei tanti "ridicoli e poco seri" dirigenti del PD che invece hanno scelto di sposarsi, ma che, anche grazie ai D'Alema nostrani, questa scelta l'hanno potuta esercitare solo all'estero. E insieme continueremo questa lotta per il superamento delle diseguaglianze.
 
Non è ora di cambiare? Se non ora quando?
 
 
 
Arcigay. Matrimonio gay: D’Alema mostruoso dice balle
 

L’ex ministro interpellato sul matrimonio gay dice: “Il matrimonio come è previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, è l’unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione… tra l’uomo e la donna questo dice la Costituzione”

Le affermazioni di D'Alema sono talmente rozze da risultare incredibili. Intanto finge di dimenticare che non esiste nessuna relazione tra matrimonio e procreazione, perché il matrimonio non è diritto esclusivo delle coppie che possono procreare

D’Alema  forse immagina che le coppie prima di sposarsi debbano sottoporsi a controlli medici per verificarne la capacità procreativa? Poi confonde tra matrimonio civile e matrimonio religioso, dimenticandosi che esiste una differenza tra cittadini e credenti e tra Stato e Chiesa.

E infine riesce persino a dimenticare la sentenza della Corte costituzionale 138 del 2010 che parifica i diritti delle coppie conviventi dello stesso sesso a quelli delle coppie coniugate eterosessuali. In qualunque Paese dell'Unione queste sarebbero le tipiche dichiarazioni di un esponente di estrema destra con smanie religiose, ma in Italia sono le dichiarazioni di un leader del PD, ovvero di un partito che si dice progressista e di sinistra.

Le parole del leader minimo sono la conferma di un'alleanza con l 'UDC fatta per perpetuare lo sfacelo della sinistra italiana e la perdita di qualunque dignità laica ed autorevolezza del PD .

Non è vero che in tempi di crisi i diritti civili sono secondari caro D'Alema: la sua è un'affermazione degna della più retriva cultura stalinista.

In tempi di crisi aumenta semmai la necessità di riconoscere equità ai poveri di diritti ed aumenta il rischio di discriminazioni, come il suo pensiero ci dimostra.

Se il PD non avrà la forza di liberarsi del becero cinismo cattocomunista alla D'Alema , nessuna svolta in questo Paese sarà possibile né a destra né a sinistra. Questo partito dall'incertissima identità  vuole sinceramente cambiare il Paese? Inizi a cambiare se stesso e ci dica che il pensiero di D'Alema non lo rappresenta più.  

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


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