Ennesima esternazione politica contro i diritti GLBT e stavolta arrivano dalla cosiddetta sinistra. L'enigmatico Dalema cita la Costituzione Italiana per giustificare la propria ontrarietà ai matrimoni omo. Di seguito i comunicati di Arcigay e Certi Diritti /Associazione Radicale).
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:
Massimo D'Alema ha di nuovo dato il peggio di se in una illuminante intervista con Zorro. L'intervento di D'Alema, che cita a sproposito la Costituzione italiana per esprimere la sua contrarietà al matrimonio tra persone dello stesso sesso, non è altro che la sbiadita fotocopia delle "brillanti" posizioni (e pregiudizi) sostenute dalla maggioranza del sistema partitocratico italiano sui diritti delle persone omosessuali in Italia. Talmente brillanti e "strategiche" che su questi temi non hanno fatto nulla, esattamente come i Governi di destra.
Una volta i comunisti pensavano che gay e femministe rappresentavano un falso problema, che i loro problemi si sarebbero risolti automaticamente con l'avvento del socialismo e della dittatura del proletariato. Erano problemi sovrastrutturali, piccolo borghesi.
Di migliaia di amministratori locali e dirigenti del PD che concretamente tutti i giorni nell'amministrazione della cosa pubblica tentato di abbandonare il cinismo untuosetto della tradizione dalemiana per sostituirlo con un po’ di sano riformismo socialdemocratico.
L’ex ministro interpellato sul matrimonio gay dice: “Il matrimonio come è previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, è l’unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione… tra l’uomo e la donna questo dice la Costituzione”
Le affermazioni di D'Alema sono talmente rozze da risultare incredibili. Intanto finge di dimenticare che non esiste nessuna relazione tra matrimonio e procreazione, perché il matrimonio non è diritto esclusivo delle coppie che possono procreare.
D’Alema forse immagina che le coppie prima di sposarsi debbano sottoporsi a controlli medici per verificarne la capacità procreativa? Poi confonde tra matrimonio civile e matrimonio religioso, dimenticandosi che esiste una differenza tra cittadini e credenti e tra Stato e Chiesa.
E infine riesce persino a dimenticare la sentenza della Corte costituzionale 138 del 2010 che parifica i diritti delle coppie conviventi dello stesso sesso a quelli delle coppie coniugate eterosessuali. In qualunque Paese dell'Unione queste sarebbero le tipiche dichiarazioni di un esponente di estrema destra con smanie religiose, ma in Italia sono le dichiarazioni di un leader del PD, ovvero di un partito che si dice progressista e di sinistra.
Le parole del leader minimo sono la conferma di un'alleanza con l 'UDC fatta per perpetuare lo sfacelo della sinistra italiana e la perdita di qualunque dignità laica ed autorevolezza del PD .
Non è vero che in tempi di crisi i diritti civili sono secondari caro D'Alema: la sua è un'affermazione degna della più retriva cultura stalinista.
In tempi di crisi aumenta semmai la necessità di riconoscere equità ai poveri di diritti ed aumenta il rischio di discriminazioni, come il suo pensiero ci dimostra.
Se il PD non avrà la forza di liberarsi del becero cinismo cattocomunista alla D'Alema , nessuna svolta in questo Paese sarà possibile né a destra né a sinistra. Questo partito dall'incertissima identità vuole sinceramente cambiare il Paese? Inizi a cambiare se stesso e ci dica che il pensiero di D'Alema non lo rappresenta più.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
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