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22 Jun
CAMPANIA PRIDE 25 GIUGNO 2011
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K2_WRITTEN_BY_MALE Angelo Ferro |
Pubblicato in News
 

Ad un anno dal Pride Nazionale di Napoli nulla è cambiato e dunque non cambiano le nostre rivendicazioni.
- Diritti civili
Il Parlamento italiano deve calendarizzare le varie proposte di legge sul tema delle unioni di fatto, come peraltro viene indicato in modo chiaro e preciso, dai giudici della Corte Costituzionale. Consideriamo il livello della discussione del tutto assente. Le esigenze e i bisogni delle coppie lesbiche e gay, comunque escluse dall'accesso al matrimonio o ad istituti equipollenti, per un'ingiusta discriminazione, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.

 


[...] nell'ambito applicativo dell'art. 2 Cost., spetta al Parlamento, nell'esercizio della sua piena discrezionalità, individuare le forme di garanzia e di riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte costituzionale la possibilità d'intervenire a tutela di specifiche situazioni (come è avvenuto per le convivenze more uxorio: sentenze n. 559 del 1989 e n. 404 del 1988). Può accadere, infatti, che, in relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza. — Corte costituzionale - Sentenza 138/10, par. 8 del Considerato in diritto

In tema di diritti civili il movimento LGBT italiano, chiede:
* che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 che chiede di garantire alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie tradizionali;
* chiediamo una legge che estenda il matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso o crei un istituto equivalente con tutti gli stessi diritti;
* la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico pubblico delle unioni civili, nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in molti paesi europei;
* una legge che regoli la responsabilità genitoriale dei partner di fatto, anche dello stesso sesso, nell'interesse delle migliaia di figli e figlie di lesbiche, gay e transessuali presenti nel paese;
* una legge che garantisca l'adozione di minori anche da parte dei singoli;
* l'applicazione della direttiva europea 207 del 1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro, anche alle persone che compiono la transizione da un sesso all'altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996
* il recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
* garanzie per il diritto alla salute delle persone lgbt che pongano fine alle discriminazioni in ambito sanitario, riattivando le campagne ministeriali d'informazione sulla prevenzione, garantendo i diritti delle persone sieropositive;
* la modifica della legge 40 per consentire l'accesso alla procreazione medicalmente assistita alla singola maggiorenne e alle coppie dello stesso sesso;
* chiediamo la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell' intersessualismo;
* l'aggiornamento della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso o l'introduzione di nuove norme, per consentire il cambio anagrafico di nome proprio e identificativo di genere senza l'obbligo di interventi chirurgici.

- Lotta alle discriminazioni
La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto di assicurare che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender siano protette da violenze e dichiarazioni di odio omo/transfobico. La sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone che transitano da un sesso all'altro l'applicazione della Direttiva Europea 76/207 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne e le leggi nazionali ad essa ispirata. In Italia per le persone lgbt continuano a subire le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società senza potersi avvalere di alcun strumento giuridico specifico che li tuteli.

In tema di lotta alle discriminazioni, il movimento LGBT italiano chiede:
* una legge contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l'effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e sostanziale le Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000
* la salvaguardia della laicità dello Stato;
* l'estensione della legge Mancino all'orientamento sessuale e all'identità di genere;
* che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, buone pratiche;
* che l'Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei diritti umani nel mondo, e che dia il massimo sostegno alla proposta di legge depositata dall'ONU per l'abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di Paesi;
* la modifica del Decreto legislativo 216 del 2003 "Attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro", anche per eliminare le nuove discriminazioni introdotte, come quelle contro gay e lesbiche in divisa;
* una migliore applicazione della direttiva europea 85 del 2005 riguardo allo status di rifugiato anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender perseguitati, non solo dallo Stato, nei loro paesi;
* la difesa del principio di autodeterminazione;
* norme che diano accesso al SSN per tutte le cure necessarie alla transizione di genere;
* una legge che impedisca le assegnazioni di sesso arbitrarie, eseguite a partire dai primi mesi di vita, sulle persone nate intersessuate;
* una legge che preveda il risarcimento delle persone transessuali che fino al 1982 sono state sottoposte a regime carcerario per la loro diversa identità di genere e l'abrogazione dell'Articolo 85 del Decreto 773 del 1931;
* l'estensione delle norme che tutelano le lavoratrici e i lavoratori dalla discriminazione per orientamento sessuale a tutti i contratti di lavoro;
* il sostegno alla proposta di una nuova direttiva europea contro le discriminazioni in tutti i settori della fornitura di beni e servizi (salute, istruzione, formazione, alloggio, ecc.);
* il ritiro del Pacchetto Sicurezza che, introducendo il reato di clandestinità, non consente la denuncia dello sfruttamento da parte delle vittime; ancora più rilevante per le persone trans che, nel caso in cui denuncino tale sfruttamento, sarebbero rinchiuse nei CIE, dove non viene rispettata la loro identità di genere.
Vi aspettiamo tutt* Sabato 25 giugno a piazza Triste e Trento alle ore 15:00, il pride di concluderà all'arrivo alla rotonda Diaz.


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