Se il marito diventa donna, il matrimonio sfuma e con esso tutti i diritti acquisiti dai due coniugi. A Bologna, la sentenza della Corte d'Appello ha imposto il "divorzio senza consenso dei coniugi" ad Alessandra Bernaroli e a sua moglie perché è venuta meno la diversità sessuale tra i due. Alessandra, infatti, fino a due anni fa era un lui.
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:
E’ gravissimo quanto deciso dalla Corte d’Appello di Bologna che ha imposto ad una coppia di Bologna il divorzio perché uno dei due partner ha cambiato sesso. Questo è un evidente caso di violazione dei diritti civili e umani della persona. Ci sono tutti i presupposti per presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro l’Italia.
Vogliamo esprimere alla coppia di Bologna tutta la nostra vicinanza e solidarietà.
La nostra Associazione ha già incardinato alcune iniziative giudiziarie alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a causa di evidenti discriminazioni nei confronti di coppie dello stesso sesso e offrirà il suo aiuto e supporto anche alla coppia di Bologna.
La strada per la piena uguaglianza dei diritti deve andare avanti. Il tentativo di Stato di ‘normalizzazione’ della coppia è un atto impositivo gravissimo e del tutto inacettabile.”.
Dichiarazione di Imma Battaglia, presidente DiGay Project
La non ingerenza nelle questioni che riguardano la libertá individuale é uno dei principi fondamentali di uno Stato laico. Sulla base della nostra Costituzione, salda nei suoi principi, ma democratica e aperta al futuro, la legge dovrebbe evolversi insieme alla società. Summum ius, summa iniuria. L'eccesso di diritto produce ingiustizia. La società italiana sta cambiando. Rimanere sordi e inamovibili rispetto alle nuove istanze dei cittadini significa ledere il nostro diritto alla libera scelta individuale e affettiva, produrre un clima conflittuale e ostacolare la piena maturazione di una moderna società liberale.
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