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04 Mar
ARCIGAY. COPPIE DI FATTO. VELTRONI, TRA BUONE INTENZIONI ED IL RISCHIO DI UN EQUIVOCO MADORNALE
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K2_WRITTEN_BY_MALE Redazione DeeGay |
Pubblicato in News
 

Nonostante il ritardo, apprezzeremmo in generale l’intervento di Walter Veltroni su “Il Foglio” di oggi, laddove  rispondendo al “no ai matrimoni gay” di Berlusconi di sabato, dice: “Per andare ad altri temi ugualmente spinosi aggiungo che io – a differenza di Berlusconi – sono favorevole al riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, anche omosessuali, e alla possibilità di

 

adozione per i single. E nessun richiamo o disciplina potrebbe farmi cambiare idea”.

Purtroppo la dichiarazione ci lascia qualche perplessità perché adombra che il ragionamento del PD sulle coppie di fatto sia viziato da troppi equivoci.

Intanto al "no" di Berlusconi ai matrimoni civili tra persone dello stesso sesso, il più grande partito della sinistra dovrebbe semplicemente rispondere con un chiaro e forte "si", visto che nei  Paesi fondatori dell'Unione, il matrimonio civile è sostenuto oramai persino dai partiti di destra.

E poi il riconoscimento di una coppia in quanto tale, senza nessuna distinzione tra omosessuali ed eterosessuali, è cosa molto diversa dal riconoscimento “dei diritti” richiamato da Veltroni.

Se all'interno del PD ci si avvita a ragionare di singoli diritti delle coppie, anziché del riconoscimento delle coppie stesse, allora rischia di fare un lavoro sostanzialmente inutile.

Proprio per questo vorremmo dare il nostro contributo al chiarimento di questo equivoco, che rischia di essere madornale, chiedendo ancora una volta un incontro urgente con Bersani.

Non vorremmo che un ragionamento sui diritti puntuali già esistenti, o rivendicabili, finisca per apparire un sotterfugio per non esporsi sulle coppie e sul matrimonio civile tra persone dello stesso sesso.

Ancora una volta vale la pena ricordare ai troppi smemorati anche a sinistra che per provare a distinguersi dalle parole di Berlusconi non occorre arrampicarsi sugli specchi: basta tenere conto che la sentenza 138 /2010 della Corte Costituzionale ha già chiarito che i diritti delle coppie omosessuali conviventi sono eguali a quelli delle coppie eterosessuali coniugate.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay


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