In una fase politicamente delicata come quella di questi giorni, l’impegno per i diritti civili e per quelli sociali è la chiave per comprendere quanto le forze politiche sono moderne e capaci di introdurre strumenti utili al rilancio del Paese.
Coloro che si presentano come innovatori lo sono, solo se in grado di interloquire e proporre soluzioni utili a raggiungere i paesi europei più avanzati anche e soprattutto su questi temi.
Prendiamo quindi come segnale interessante la presentazione, che riprende la storica proposta di Franco Grillini, dei Pacs fatta da Antonio di Pietro e di tutto il vertice dell’Idv.
Il segnale di apertura viene poco dopo le positive dichiarazioni di Gianfranco Fini di Fli e quelle di Nichi Vendola di Sel, per citare le più recenti, favorevoli a riconoscere le unioni di fatto, ovvero proposte utili a rilanciare la diversificazione dei modelli famigliari.
Il nostro obiettivo però rimane quello di autentica eguaglianza tra coppie di omosessuali e di eterosessuali e l’unico strumento che può garantirla è il matrimonio civile per le persone dello stesso sesso.
In questo senso una sentenza della Corte Costituzionale ha affermato che il Parlamento deve legiferare sulla questione e che nella Costituzione non esiste alcun impedimento al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Auspichiamo quindi che, nelle prossime fasi della crisi, tutte le forze politiche chiariscano definitivamente quali soluzioni hanno individuato per uscire dall’empasse tutta italiana sulla piena uguaglianza tra cittadini omosessuali e cittadini eterosessuali.
Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay



