Nel corso della farsa andata in scena a Milano sotto il titolo di Conferenza nazionale della famiglia, tra lo sperpero di denaro pubblico in assoluto disprezzo di milioni di cittadini che costituiscono famiglie di fatto che la conferenza ha bellamente ignorato, il ministro Sacconi ha deciso di discriminare tra famiglie.
Da una parte ci sarebbero le famiglie che le istituzioni devono sostenere e sono quelle regolarmente sposate con prole, dall’altra ci sono quelle senza figli o dello stesso sesso o non sposate che comunque pagano le tasse e che le istituzioni devono ignorare.
Le sue affermazioni sulle coppie di fatto risultano indiscutibilmente coerenti con la lontananza siderale della realtà familiare che rappresenta questo Governo e ignorano persino la sentenza della Corte costituzionale che parifica le coppi conviventi omosessuali a quelle coniugate eterosessuali.
Sacconi, insieme a Giovanardi, è degno interprete di quell’integralismo religioso che per promuovere un solo modello di famiglia finisce per ucciderle tutte cancellandole diritti ed esistenze con il cinismo spietato di chi confonde la morale con il diritto e la politica con il proprio gusto personale.
In tempi annunciata crisi di Governo speriamo che presto il ministro ripensi a queste affermazioni politicamente ottuse da semplice cittadino.
Paolo Patané, presidente nazionale Arcigay



