“Qualunque sarà l’esito delle indagini in corso, il caso P3 è testimonianza di quanto il nostro paese sia vergognosamente profondamente omofobo. E non è solo la lettura delle intercettazioni infarcite di “froci” e “trans”,
“E’ vergognoso che chi gestisce il potere in questo Paese – continua Patanè – sia ancora convinto che essere omosessuale o lesbica o frequentare i o le trans sia moralmente indegno e civilmente riprovevole esattamente come negli anni cinquanta-sessanta con Pietro Secchia che si vide rovinata la carriera perché era stato diffuso il dubbio che fosse gay. Quanto leggiamo quotidianamente ci offende e ripugna e ci vede lontani anni luce da un Occidente che ha ormai fatto i conti con la normalità e la ricchezza di valori dell’esperienza gay, lesbica e trans. Per uscire da questo pantano il Paese ha bisogno anche di una battaglia culturale a tutto campo per combattere l’omofobia e il pregiudizio. Il problema morale di questo Paese non accampa nella comunità gay, lesbica e transessuale impegnata in una battaglia decennale di rinnovamento”.
«Siamo indignati come persone e come cittadini omosessuali” aggiunge Fabrizio Sorbara, presidente dell'Arcigay di Napoli “c’è ancora chi pensa che la sessualità delle persone, l'essere omosessuali o anche lo stabilire rapporti affettivi con una persona transessuale, possa essere ancora usata come arma di ricatto politico. Sarebbe il caso che in Campania, a destra come a sinistra, emergano esponenti politici nuovi, che abbandonino al folklore certi strumenti di intimidazione, e lascino il posto a persone competenti, capaci di ascoltare e confrontarsi con i bisogni reali dei cittadini per fornire risposte e progettualità».
Paolo Patanè Presidente nazionale Arcigay
Fabrizio Sorbara, Presidente Arcigay Napoli



