Venerdì 16 luglio, alle 23.00, al Cassero, in Via Don Minzoni 18, a Bologna, sarà messa in scena la mise en espace del recital tratto da "Acqua Storta", romanzo d’esordio di L.R. Carrino: "La Versione Leggera Dell'Acqua" dove prende vita la malinconica e coraggiosa figura della moglie del boss Giovanni, Mariasole Simonetti.
La Versione Leggera Dell'Acqua
Musiche originali: Federica Principi
Partitura testuale: L.R. Carrino
Arrangiamenti: Federica Principi - Roberto Mazzoli
Durata Atto Unico, 50’
Interpreti:
Emanuela Borozan: Mariasole Simonetti
Luigi R. Carrino: Giovanni ‘Acqua Storta’ Farnesini
Federica Principi: La voce di Napoli (pianoforte)
Roberto Mazzoli: La voce del mare (chitarra/percussioni/sax soprano)
TRAMA : Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la "famiglia" è l’unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande. Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella del padre di Mariasole, Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Un giorno Giovanni incontra Salvatore, e in Salvatore si perde: attrazione inattesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è "una bestemmia sull’altare di Santa Chiara". Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Un peccato che si paga molto caro. Precauzioni, sotterfugi e testimoni eliminati non bastano ad arginare il fiume in piena. A Giovanni sembra che tutti conoscano il suo segreto. Bisogna mettere la cosa a tacere. A ogni costo. Prima che sia troppo tardi.
NOTE sul recital :
In Acqua Storta il silenzio di Mariasole è un atto d’amore smisurato, la forza immensa di una donna (figlia di un boss, quindi camorrista per ‘dovere’ di nascita) che sa della relazione del suo uomo con un altro uomo e tace, un doppio legame generato dalla condizione di ‘moglie tradita’ e di ‘moglie devota’,.un doppio legame assicurato da uno nodo scorsoio che si restringe con la tensione dovuta al tradimento: la sopravveniente dolcezza di suo marito, sanguinario erede del clan, che determina la condizione ultima, mai paventata da Mariasole, di ‘moglie innamorata’.
Il silenzio di Salvatore è invece una corrente ascensionale di rabbia e amoramento, la negazione di uno stato delle cose giustificata dal contesto che ubbidisce alla legge: “qualsiasi cosa, purché non si dica e non si sappia”. Ossia, la morfologia dell’amore meno nota, meno accettata da sé e dagli altri.
Entrambi questi ‘silenzi’ non trovano respiro nelle parole di Giovanni, già in debito d’aria per la passione che lo ha travolto.
Forse è questo il motivo per il quale molti lettori hanno reclamato la voce degli altri due coprotagonisti, lettori che mi hanno chiesto il motivo di queste assenze. Ebbene, non si tratta di assenze ma una misura della presenza. E di pudore.
Ho restituito a Mariasole, novella Clitemnestra partenopea, il suono della voce che fluisce come fiotto dalla sua bocca-ferita, mentre si consegna fatalmente al suo Giovanni-Agamennone e al suo destino. Un sangue molto simile a quello di Salvatore, l’amante di suo marito: ecco perché i rossi del loro sentimento si confondono, si unificano, si abbracciano in un canto d’amore, un modo altro per dire tutta l’anima dell’ineluttabilità.
Perché la verità è che l’amore certe volte è ‘storto’ (storto per ‘chi’ è da decidere), ma il suo motore, il suo taglio, la sua ferita, è per tutti uguale.
Qui troverete le parole, la voce, i pensieri di Mariasole e di Salvatore. Qui ascolterete quello che Giovanni non poteva o non voleva sapere, quello che io non avrei voluto scrivere ma solo per pudore (anche il pudore è pudico). Qui troverete il timbro di Salvatore, di Mariasole, di Giovanni, così come sono, ovvero ‘sporchi’ di quotidianità e di poesia.

Luigi Romolo Carrino, napoletano, classe ’68, vive a Roma. Laureato in informatica,
è specializzato in problem solving e ingegneria del software. Ha pubblicato i romanzi Acqua storta (Meridiano Zero 2008) e Pozzoromolo (Meridiano Zero 2009). Ha scritto poesie, per il teatro, e ha pubblicato vari racconti, tra cui in Napoli per le strade (Azimut 2009) e Istruzioni per un addio (Azimut 2010).
INGRESSO LIBERO ( con tessera ARCI )



