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27 Jun
NAPOLI PRIDE: 300 MILA ALLA LUCE DEL SOLE
K2_WRITTEN_BY_MALE Redazione DeeGay |
Pubblicato in News Ultima modifica Domenica 27 Giugno 2010 00:45
 

Hanno preso parte più di trecentomila persone al Napoli Pride 2010, tutti ovviamente "Alla luce del sole". Questa è la stima che ha fatto da Arcigay per il Pride di napoli che si è  svolto ieri.

Svolto Il corteo ha iniziato la sua sfilata alle 15,30, terminato poi a Piazza del Plebiscito. Il Sindaco Rosa Russo Iervolino si è unita al corteo a via Medina per perorare la causa della comunità LGBT. I carri erano diciassette, tra musica e richieste, il carro del PD è stato in coda e a capo.(Gayin.tv)Ci sono state delle proteste di alcuni militanti di Forza Nuova, che hanno distribuito dei volantini su al Vomero, in via Scarlatti, per manifestare contro la parata: «Difendiamo la famiglia e la vita. No al Gay Pride» era la scritta di uno degli striscioni del gruppo di estrema destra. Ci sono state anche le famiglie Arcobaleno, coppie di genitori dello stesso sesso per chiedere allo Stato di riconoscere ai loro figli gli stessi diritti di quelli delle coppie. Presenti al corteo c’erano numerosi personaggi e attivisti tra cui Paolo Patanè, Imma Battaglia, Rossana Praitano, Franco Grillini, Vladimir Luxuria, il vice presidente del PD Ivan Scalfarotto e l’Onorevole Paola Concia. Grande consensi ha ricevuto la Iervolino che ha detto: «Napoli deve essere così, altrimenti non sarebbe la nostra città è una gioia per tutti e soprattutto per i manifestanti che portano nel corteo valori semplici ma essenziali: rispetto dei diritti». Il Presidente di Arcigay, Paolo Patanè ha commentato: «Sicuramente questo è un Pride che realizza un successo non era facile, specialmente quest'anno, fare un Pride al Sud ma era urgente farlo ed è un Pride in cui si stanno unendo varie anime del movimento. Nonostante le difficoltà, credo che sia il Pride più ricco di varietà, apporti e percorsi culturali e politici. C'è soprattutto una grande risposta della città che sta vivendo questa manifestazione intensamente. È la dimostrazione che in un Paese in cui è difficile portare gente per strada, il movimento lgbt riesce a farlo, dobbiamo dare quindi un movimento, una direzione a questa volontà di esserci».