Una chiesa cristiana ha benedetto a Trapani le prime "nozze" gay tra due lesbiche in Italia. Una benedizione giunta sulla scorta del principio, etico e religioso,che "Dio vuole l'amore, non lo giudica". (fonte repubblica.it)
Concelebrazione in italiano e tedesco, e a tratti anche in inglese, con i presenti attenti a intonare gli inni i cui testi sono stati videoproiettati in entrambe le lingue sullo schermo dietro al pulpito. Un ecumenismo linguistico che ha riflettuto pienamente quello religioso e, più laicamente, quello spirito di apertura e accoglienza che le spose desideravano percepire intorno a loro in questo importante momento della loro vita. Niente veli, né richiami stilistici legati al classico "matrimonio": tailleur di seta grigio scuro per una, abito nero elegante a fiori rossi per l'altra. Accanto a loro, un trio formato da flauto, violino e violoncello, composto da amiche delle spose, che ha punteggiato la celebrazione di interventi musicali. Gli ospiti, circa duecento, variamente ed elegantemente abbigliati per l'occasione; una grande occasione, come è normale che sia tra due persone che si apprestano a pronunciare l'impegno di vivere insieme per tutta la vita.
L'unione tra le due donne aveva già avuto la sua validazione in Germania attraverso la stipula di una "unione civile": la Germania infatti garantisce molti diritti alle coppie omosessuali, come quello di potersi registrare in Comune come "coppia" e quello all'eredità del partner. La benedizione è stata accolta gioiosamente dalla comunità di Trapani, nell'ambito della quale il pastore Esposito è impegnato in un'esperienza con il gruppo "Arcobaleno", nel quale uomini e donne si confrontano sui temi dell'omoaffettività. "Un concetto - spiega lo stesso pastore Esposito - ben più ampio ed appropriato di omosessualità e che abbiamo sintetizzato con l'espressione "Dio vuole l'amore, non lo giudica"".



