Nella notte, a Udine, ignoti hanno coperto e danneggiato i manifesti diffusi da Arcigay, con il patrocinio del Comune, per la campagna contro l’omofobia “Civiltà, prodotto tipico friulano”.
I manifesti, che ritraggono due famiglie gay che si scambiano un bacio sulle labbra tra vino e prodotti tipici friulani, erano stati condannati, nei giorni scorsi, dal consigliere comunale Pdl Paolo Ciani, perché costituirebbero “violenza nei confronti dei bambini, giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi, ovvero modelli comportamentali che posso condizionare i più piccoli”. Ernesto Pezzetta esponente regionale de “La Destra”, era andato ben oltre dichiarando: “l’intenzione di coprire i manifesti andando incontro alle prevedibili conseguenze della legge”.
“Siamo choccati”, spiega il presidente di Arcigay Paolo Patanè, “mentre il Presidente della Repubblica,
il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e il presidente del Senato Schifani condannavano con durezza l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali in Friuli Pdl e “La Destra” davano il via libera allo squadrismo pronto a censurare i nostri affetti e con il rischio di alimentare una spirale di inutile odio contro la comunità gay e lesbica locale.Tirare poi in ballo i bambini come ha fatto Ciani è un atto vile perché la bellezza dell’affetto, qualunque sia la sua forma non può che essere educativa. Diseducativi per i bambini, al contrario, sono la violenza, l’omofobia, la discriminazione e il sopruso”.
“Chiediamo immediatamente”, aggiunge il presidente di Arcigay Udine Daniele Brosolo, “un intervento del il Ministero delle Pari opportunità e degli esponenti politici locali di centro-destra a stigmatizzazione del deplorevole gesto. Pretendiamo poi, le scuse ufficiali di Pdl e de “La Destra” che hanno ispirato il gesto vile di questa notte.
Procederemo con la riaffisione dei manifesti e con una denuncia alle forze dell’ordine contro ignoti. Ringraziamo, sin da ora, il sindaco di Udine Furio Honsell per l’appoggio e l’entusiasmo con cui ha sostenuto la nostra campagna contro l’omofobia e per l’impegno nella riaffissione dei manifesti”.
Paolo Patané



