Scoprite cosa c'è da vedere mercoledì 4 novembre al "Gender Bender". Tanti spettacoli ed eventi da non perdere a, alcuni di questi, in anteprima nazionale.
Mercoledì 4 novembre 2009
- Mercoledì 4 novembre 2009 (Cinema Lumière, ore 20.30) GENDER BENDER all’interno della sezione SOGGETTIVA, dedica un’intera retrospettiva dal titolo Deep Lez alla giovane artista canadese Allyson Mitchell, ospite del Festival, una delle più interessanti voci del femminismo post-moderno, autrice di molti saggi sul tema della rappresentazione del corpo e artista a 360°, che spazia dalla scultura alla cinematografia. Nel 1997 Allyson Mitchell ha dato vita a diversi gruppi di attiviste radicali, che attraverso performance e progetti educativi hanno cercato di diffondere un’immagine positiva dei corpi sovrappeso, in netta opposizione ai modelli stereotipati di bellezza femminile. Allyson ha scritto molti saggi sul tema della rappresentazione del corpo. Le sue sculture sono collage antropomorfi realizzati con pellicce, peli, oggetti fatti a mano e rappresentano gigantesche figure femminili, appunto pelose, che sono una risposta provocatoria all’unico codice erotico ammesso dalla cultura mainstrem: un corpo di donna esile e innaturalmente glabro. La produzione video di Allyson Mitchell conta più di 20 corti sperimentali. Dei suoi film ama dire che “sono piccoli, divertenti, ma anche malinconici” e i temi che rappresenta sono soprattutto autobiografici e politici. A seguire, la regista è anche la relatrice della conferenza sulla rappresentazione del corpo femminile; introduce Elisa Manici.
- Alle 21.30 al SÌ (Via San Vitale, 67) in anteprima nazionale Ilynx – Assolo in ritornello di Simona Bertozzi; “Ilynx è la parola greca utilizzata dal sociologo Roger Caillois per distinguere tutte le tipologie di gioco connesse ad uno stato di vertigine, di vortice, estasi, vuoto e smarrimento.” La piéce di Simona Bertozzi parte da un’idea concreta del corpo e dello scorrere del tempo, e mette in scena una donna anziana, che gioca a calcio con un pallone giallo. Un universo quotidiano e ludico, che si colloca tra due confini: l’esplosione della fantasia, l’euforia, l’improvvisazione e il sopraggiungere della regola, della moderazione, della misura e dell’ordine. Confini entro i quali cui si muove la coreografa/interprete, per costruire lo spettacolo. Davanti a noi una donna che si interroga sulla sua fisicità segnata dal tempo e se ne dimentica, traendo piacere dal vortice della memoria e dal gioco, che la impegna e la diverte. Un universo in cui l’unico protagonista è il corpo. Una donna che si mette letteralmente “in gioco”, con la coscienza che ciò che fa ha senso solo ed esclusivamente per quel luogo, per quel tempo e con quelle regole. Lo spettacolo ha le musiche dal vivo di Egle Sommacal del gruppo rock MassimoVolume (in replica anche domani, giovedì 5 novembre ore 21.30)
- Al Teatro San Martino (Via Oberdan, 25) sempre alle 20.30 replica di Tourlourou della coreografa Carlotta Sagna, spettacolo danzato su di un bersaglio da tiro a segno militare da una ballerina classica con indosso un tutù mimetico.

- Alle ore 18.00 al MAMbo (Via Don Minzoni, 14) la Retrospettiva Sadie Benning della sezione Arti visive, curata da Fabiola Naldi e Walter Rovere. Sadie Benning è una video maker, artista visiva e musicista americana (fondatrice e membro del gruppo post-punk Le Tigre). Ai suoi video è dedicata la retrospettiva presentata da Gender Bender e Soggettiva, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. I suoi primi video (realizzati con una videocamera giocattolo) risalgono al 1990, quando era ancora una teenager e viveva a Milwaukee con la famiglia. Lesbica dichiarata, il focus centrale delle sue produzioni è la riflessione intima sull’identità e sulle convenzioni sociali. La ricerca artistica della Benning ha dato vita ad una nutrita serie di video sperimentali, che mettono insieme performance e linguaggi narrativi sperimentali, scrittura e musica. Il risultato è una straordinaria meditazione visiva su questioni legate alla dimensione sociale e culturale di genere e identità. I suoi video sono stati inseriti all’interno della prestigiosa biennale del Whitney Museum. Sue recenti esposizioni comprendono Power Plant Toronto e Gwangju Biennale. Benning ha ricevuto premi da Guggenheim Foundation, Andrea Frank Foundation, National Endowment of the Arts e Rockefeller Foundation. Nei suoi lavori A New Year, Living Inside, Me and Rubyfruit, Jollies, and If Every Girl Had a Diary, l’artista mette se stessa al centro, spiccando su tutti gli altri elementi, nell’esplorazione della propria identità sessuale e del complicato processo di crescita e maturità. Sadie chiama spesso in causa la cultura Pop (musica e televisione, giornali e icone popular) per sottolineare in maniera ancora più decisa il suo messaggio e spesso alcune immagini viste in tv la irritano al punto da costringerla a rielaborarle nelle sue opere. I suoi video, la loro dimensione straordinariamente autobiografica e intima, fanno del pubblico un intruso e un voyer, incapace di resistere alla voglia di conoscerla sempre più a fondo, come spiando dal buco (pixelato e in bianco e nero) di una serratura (ingresso libero).
- Il percorso cinematografico conduce lo spettatore di GB alle 18.30 al Cinema Lumiere (Via Azzo Gardino, 65/a) prima con il corto El reloj di Marco Berger (Argentina 2008), in cui due ragazzi, giocatori di calcio, dividono un taxi per tornare a casa. Arrivati alla prima destinazione, l’uno invita l’altro a fermarsi a casa, nascono allusioni, sguardi complici e desideri inespressi. E poi per la proiezione in anteprima nazionale di Pedro di Nick Oceano (USA, 2008, 90’).A 17 anni Pedro Zamora, cubano naturalizzato americano, scopre di essere sieropositivo e decide allora di dedicare la sua vita a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’Aids, incontrando gli studenti nelle scuole della Florida per parlare loro della malattia e cercando così di abbattere il castello dei molti pregiudizi. Ma sarà con la partecipazione al reality show “The Real World”, che Pedro raggiungerà un’audience vastissima, grazie alla potenza del mezzo televisivo, diffondendo il suo messaggio a milioni di telespettatori. Il ragazzo muore a soli 22 anni, subito dopo la messa in onda dell’ultimo episodio del programma, generando un’ondata di commozione in tutto il mondo. Lo stesso Bill Clinton, allora presidente degli Stati Uniti, riconobbe al giovane Zamora di aver contribuito a dare una nuova percezione dell’Aids, favorendo la presa di coscienza del Paese sulla malattia.

- Alle 22.30 al Cinema Lumiere nell’ambito di Soggettiva, City of borders un film della coreana Yun Jong Suh (USA, 2009, 77’). La regista ha realizzato questo documentario seguendo le vite di gay e lesbiche, arabi ed ebrei, che vivono a diretto contatto con muri eretti per separare popoli. Il bar Sushan è l’unico luogo di ritrovo a Gerusalemme per persone LGBT, gestito dal consigliere comunale gay ed ebreo Sa’ar Netanal. “Tutti vengono dal ghetto e si incontrano a Sushan” dice per dare un’idea della condizione di vita dei due popoli. Nessuno è libero. La vita a Gerusalemme diventa sempre più difficile a causa dei continui attacchi che la comunità gay, lesbica e transessuale subisce da parte dei fondamentalisti ebrei, musulmani e cristiani, i quali hanno dato vita ad un’alleanza straordinaria per opporsi alla concessione di diritti civili anche ai cittadini omosessuali. Il documentario di Yun Jong Suh nasce in questo clima politico e culturale carico di conflitti e tensioni, nel quale le vite delle persone intervistate andranno incontro a forti cambiamenti. L’opera è stata premiata come miglior documentario nella sezione Panorama della Berlinale 2009, ed è dedicato alla memoria delle vittime dell’attentato di Tel Aviv del 1° Agosto 2009.
- Al termine della proiezione presentazione di un contributo video di Moni Ovadia
- A seguire il documentario di Barbara Hammer, A horse is not a metaphor, in cui la regista statunitense testimonia poeticamente, attraverso il suo riconoscibile stile sperimentale, la sua lotta contro il cancro. A horse is not a metaphor ha ricevuto a Berlino lo scorso febbraio il Teddy Award come miglior cortometraggio.
- La serata si conclude al Cassero gay lesbian centre (ore 23.00) con Absolutely Queer Disco Night meets Omonoia. Lo storico party del mercoledì sera si trasforma in una notte davvero speciale grazie alle incursioni visionarie della crew di Omonoia, la one night queer più amata della stagione casserina, in una contaminazione allucinata dagli esiti imprevedibili. Da Roma a Milano Omonoia ha attratto ogni mese centinaia di eccentriche creature ammaliate dalle sue proposte surreali e bislacche: dalle Latrine della Fortuna alla famelica vagina gigante trasformata in gioco a premi, dai glory holes da Luna Park alle performance della decadente pop star Leaches.

Il Festival è prodotto e realizzato da Il Cassero gay lesbian center.
Con il contributo di: Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna – Settore Cultura, Provincia di Bologna – Assessorato alla Cultura, Associazione Orlando, Biblioteca Italiana delle Donne, Service Culturel de l’Ambassade de France en Italie – Délégation Culturelle de Bologne, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Theater Instituut Nederland, NFPK – Nederlands Fonds Voor Podiumkunsten.
Con il patrocinio di: Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna, Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna, Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, Festival of Festivals.
Sponsor: Coop Adriatica, librerie.coop, Officine Minganti, Tuborg, Pepsi, Havana Club.
In collaborazione con: MAMbo, Arcilesbica Bologna, Centro di Documentazione Il Cassero, Libera Università Omosessuale, Arena del Sole, SI’, Teatrino Clandestino e Comune di Bologna Settore Cultura, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Uovo performing arts festival, Teatro delle Moire – Danae Festival, Patroc, Nowhere, Arteria – Let’s Queer, Estragon, Teatri di Vita, Eataly, Anticorpi XL.
Mediapartner: Edizioni Zero, Current TV, Città del Capo - Radio metropolitana, Radio Papesse.
Il Cassero Gay Lesbian Center realizza da più di venticinque anni progetti dedicati alle differenze di orientamento e identità sessuale. Svolge in Italia un ruolo di primo piano in campo culturale, artistico, politico e sociale con l'obiettivo di promuovere la cultura dei diritti e delle libertà civili delle persone gay, lesbiche e transessuali. Nel 2002 ha ricevuto dal Comune di Bologna una nuova sede all'interno della Manifattura delle Arti, il nuovo polo culturale di Bologna.



