E’ accaduto solo una volta, quando il cardinale Poletto incontrò a Torino il comitato «Torino Pride» per discutere di una manifestazione locale. Poi basta. Di contatti tra la Chiesa e le associazioni per la difesa dei diritti dei gay, non ce ne sono stati. (fonte gaynews.it)
Cremona, un incontro ufficiale tra la Chiesa e i gay. E’ cosciente dell’importanza di questo evento?
«Sono più che orgoglioso già per il semplice fatto che il cardinale abbia scelto di riceverci. E poi mi sento molto intimorito, quasi incredulo. Avverto tutta la responsabilità che questo evento porta con sé, credo che rappresenti anche un riconoscimento da parte di sua eminenza per il lavoro di promozione sociale che svolgiamo ormai da tempo nel capoluogo campano».
Di cosa parlerete col cardinale Sepe?
«Il nostro obiettivo è la conoscenza reciproca. Spesso le persone si scontrano, si rifiutano, semplicemente perchè non si conoscono. Non gli parleremo di matrimonio né di diritti civili, consapevoli della posizione ufficiale del Vaticano, molto dura nei confronti dell’omosessualità. Certo, se fosse lui a proporre l’argomento ne discuteremmo volentieri, ma il nostro intento, ripeto, è quello di conoscere e farci conoscere».
Cosa ha fatto nascere l’esigenza di incontrare l’arcivescovo?
«Dopo i fatti accaduti negli ultimi tempi a Napoli, le aggressioni omofobiche raccontate anche dai media nazionali, riteniamo che avere nella Chiesa un alleato contro l’ondata di violenza sia un fatto di fondamentale importanza. Gay, lesbiche e trans riceverebbero enorme conforto da un appello del cardinale Sepe contro l’omofobia, in un momento di isolamento e solitudine come quello attuale ».
I-Ken ha preso parte a manifestazioni contro le posizioni assunte dal Vaticano. Avete cambiato idea?
«Sicuramente avremo punti di vista diversi, ma non per questo gli uni devono cancellare gli altri. Condividiamo un tempo, che è quello in cui viviamo, e uno spazio, che è la città di Napoli: il nostro auspicio è che questo incontro possa rappresentare l’avvio di un percorso duraturo, dove la conoscenza e il rispetto reciproco siano un modo condiviso di relazionarsi all’interno della città. Questo incontro non ha nulla a che vedere con le manifestazioni inscenate contro le scelte del Vaticano: le posizioni dello Stato Vaticano spesso non coincidono con i principi a cui si ispira la religione cattolica, e noi, nel richiedere un incontro a sua eminenza, non avevamo assolutamente intenti provocatori ».
Parlerete anche di iniziative
pubbliche?
«Parleremo del festival Omovies , che partirà il 29 ottobre con il film di Ettore Scola Una giornata particolare , con Sofia Loren, che ha come tema l’omofobia e l’antifascismo a Napoli. Nel programma sono inserite pellicole in anteprima da Venezia, e un concorso di cortometraggi bandito dal Comune di Napoli. La premiazione verrà fatta da Vladimir Luxuria. Sarei molto contento se la Loren riuscisse almeno a inviarci un messaggio, come testimonianza di impegno civile».



