In Italia c’è bisogno che milioni di cittadine e di cittadini siano finalmente riconosciuti come soggetti di diritto. L’assenza di norme che tutelino le persone e le coppie lgbt porta frange violente, fasciste o naziste o semplicemente delinquenziali, a pensare che possono agire indisturbate.
Sono almeno tre anni che a Roma, ultimo episodio quello accaduto questa notte alla Gay Street con lancio di bombe carta, e in tutta Italia si susseguono atti intimidatori, di violenza, di aggressione ed insulti nei confronti di sedi e di persone lgbt.
Chiediamo al Governo, che si riunisce domani, una risposta immediata, che fornisca adeguati strumenti di tutela dell’incolumità delle persone lgbt. Chiediamo al Parlamento che sia estesa la legge Mancino per i reati d’odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, e individuate normative utili a mutare il clima sociale e culturale che si sta affermando nel nostro Paese. In Commissione Giustizia della Camera va ripreso urgentemente il provvedimento sull’omofobia, di cui è relatrice l’onorevole Paola Concia.
Noi non vogliamo essere vittime, siamo persone cui, a differenza degli altri Paesi europei, non è consentito di accedere a un sistema di diritti e di doveri pari agli altri cittadini. Da questa realtà nasce la violenza nei nostri confronti, perché se lo Stato continua a relegarci al ruolo di fantasmi sociali la violenza prende il sopravvento, si sente coperta politicamente e moralmente.
Non ci faremo intimidire, né nessuno potrà fermare la nostra volontà di ottenere quella pari dignità per cui da anni ci adoperiamo con pazienza e determinazione. Non ci accontentiamo di ricevere la solidarietà da parte di esponenti politici, vogliamo fatti concreti, in primo luogo la possibilità di accedere al matrimonio civile.
I nostri amori, le nostre storie personali e collettive sono al servizio di una nuova stagione per i diritti civili e sociali, per l’autodeterminazione, il raggiungimento della felicità e di costruzione di sereni progetti di vita. Facciamo appello a tutte le espressioni vive della società affinché siano al nostro fianco nel respingere l’odio e la violenza, le discriminazioni e l’esclusione, per affermare una società giusta, solidale, inclusiva.
In queste ore, oltre al presidio unitario previsto questa sera alle ore 22 in via San Giovanni in Laterano a Roma, in diverse città si stanno organizzando iniziative e presidi che si terranno da oggi al fine settimana. Domenica il movimento lgbt si incontrerà a Roma per riflettere insieme sulle azioni da intraprendere nel medio e lungo periodo.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay



