Da mercoledì 3 fino a venerdì 5 giugno Rossy De Palma, una delle attrici feticcio di Almodovar, sarà l'icona gay della settima. Ripercorreremo le tappe più significative della sua carriera.
Occhi fuori asse, naso a becco d'uccello, zigomi da fumetto, bocca imbronciata lasciato e un sorriso dai denti storti.
Rossy ha fatto anche teatro a Parigi interpretando con grande successo "Le Chanteur de Mexico", un'operetta kitsch in scena al teatro Châtelet.
Ha anche girato da regista, la nostra Rossy, un piccolo film con Elettra Rossellini-Wiedemann per la griffe di moda LaMarthe.
Oggi vive con un uomo, ha un figlio e non è sposata.
Fin da piccola, le interessava l'arte in generale: ballo, musica, composizione, scultura, design. Ha iniziato a Maiorca, dove è nata, con un gruppo chiamato Péjor possibile. Erano in otto e non sapevano quasi nulla di musica: per questo il nome, così almeno la gente sapeva che avrebbe ascoltato il peggio possibile. All'inizio degli anni Ottanta sono arrivati a Madrid in piena movida. Qui hanno conosciuto tutti, anche Pedro Almodóvar. Lui andava nel bar dove lavorava Rossy di notte: stava preparando "La legge del desiderio". All'epoca, Rossy, indossava sempre abiti strani e orecchini stravaganti. Lui le chiedeva dove trovava orecchini e vestiti e Rossy rispondeva che li aveva fatti lei. Poi, Pedro, le chiese se ci stava a fare una parte per lui e, lei, rispose "claro que sí!". Insomma, Pedro è stato il padre cinematografico di Rossy. Poi, nel 1987, scrisso per lei "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". E da lì in poi Rossy ha preso il volo nel mondo del cinema.




