“Sul prossimo Gay Pride di Roma si cerchi di arrivare a una decisione condivisa. E’ triste che ci si debba scontrare ogni anno prima sui patrocini e poi sul percorso. Il Gay Pride è una manifestazione di tuttiLe motivazioni di carattere religioso, con le quali si è negato al corteo l'uso della piazza, sono ad ridicole ed inquietanti e rappresentano l'esatta realizzazione della pretesa vaticana di trasformare Roma nella capitale del cattolicesimo romano-cattolico.
Purtroppo la giunta capitolina ha sempre sostenuto l'idea di una Roma giardino del papa e non di una Roma città di tutti, anche degli anti-papisti.
Il rifiuto di concedere piazza San Giovanni per il pride dimostra che ormai il pride stesso rappresenta la principale manifestazione per i diritti e le libertà in Italia, ma, sopratutto, la principale manifestazione laica che si tiene in questo paese.
La pretesa quindi di negare Piazza San Giovanni a manifestazioni che non siano di carattere prettamente religioso va respinta con forza per affermare l'idea di una Roma Capitale di tutti e in primo luogo dello Stato italiano.
"Facciamo appello al sindaco di Roma, in quanto garante dei diritti di tutti - dichiara Fabrizio Marrazzo presidente Arcigay Roma - perché supporti l'organizzazione nel trovare un'alternativa che consenta lo svolgimento della manifestazione secondo il percorso definendo eventuali modalità di convivenza tra i due eventi che riteniamo possano essere complementari. Ricordiamo che il percorso seguito lo scorso anno per il Pride ha comportato una serie di disagi al coretto svolgimento della manifestazione, impedendo di fatto il raduno finale di tutti i manifestanti”.



