Uno spazio esclusivo, domestico. Lo ZOO in questione è il regno famigliare in cui germina in cattività il seme della violenza, quello del sesso e dell’amore. Una gabbia che separa dal mondo una giovane figlia, Lei, che riceve la sua educazione sentimentale attraverso l’alfabeto del dolore, del ricatto, dell’abuso. Innamorata di un padre che sceglie di difendere dal cinismo del mondo e dalle umiliazioni di sua moglie. Stordita dall’egoismo di sua madre, una donna piena di chiasso. Lei confonde, non sa cosa sia la parola amore, la sconvolge con la violenza. Così, quando le sarà chiesto di amare, Lei lo farà, ma nel modo in cui le è stato insegnato. Condannata all’immobilità, fisica e morale, Lei ripercorre, in un monologo ossessivo, lirico e disperato, strutturato come una liturgia (c’è l’atto di dolore, la comunione ed una benedizione, probabilmente) la genesi del suo male. I ricordi, vomitati dal buio della scena, diventano note di una partitura acida, parole di una vecchia canzone d’amore, colpi rock, virtuosi assoli di violino. Lei ci accompagna per mano, attraverso la sua favola nera, in un mondo che è nascosto dentro ognuno di noi, costretta a ricordare ciò che noi abbiamo fatto di tutto per dimenticare.
(Giovanni Franci)
"Per la declinazione violenta e impropria dei sentimenti all’interno dello spazio domestico, per l’immoralità della moralità famigliare, e per il mistero dello stordente richiamo fisico che può unire le categorie femminili di una figlia e di una madre, c’è il torbido teorema di “Zoo”, ispirato all’omonimo romanzo di Isabella Santacroce e adattato per il teatro da Giovanni Franci"
dalla presentazione di RODOLFO DI GIAMMARCO
"L'EMOZIONE VIAGGIA A FIOR DI PELLE ATTRAVERSO I DETTAGLI, LE SUGGESTIONI VOCALI, CHE ACCOMPAGNANO IN SOTTOFONDO L'INTERPRETAZIONE IN CRESCENDO DELLA INNOCENTI"
Saltinaria.it
"ORRORE E SENTIMENTI, PUREZZA E INCESTO VENGONO COMBINATI DALLA MANO DI FRANCI, ESPLORATORE DI CONFLITTI UMANI RABBIOSI" La Repubblica.it
"GIOVANNI FRANCI PRESENTA ALLO SPETTATORE UN MONOLOGO DI 50 MINUTI ESSENZIALE, IMPLACABILE, CHE NON LASCIA SCAMPO."
Alessandro Paesano (Teatro.org)
“DAVVERO MAGISTRALE L'ADATTAMENTO DI GIOVANNI FRANCI, INTERPRETATO DALL'OTTIMA ALESSIA INNOCENTI CON GRANDISSIMO VIGORE, IMPETUOSA EMOZIONE ED UNA RECITAZIONE NERVOSA E FEBBRILE CHE TRADUCE IN PAROLE, GESTO E MOVIMENTO LA LUCIDA E INSONDABILE FOLLIA DEL SUO PERSONAGGIO"
Andrea Cova (Saltinaria.it)
"ALESSIA INNOCENTI ATTRICE INTENSA E INTERESSANTE, GIOVANNI FRANCI DRAMMATURGO DI TALENTO"
Ilda Ipooliti (Il Foyer.it)
15 giugno 2011 ore 21:15 TEATRO BELLI – ROMA
piazza santa apollonia 11/a [trastevere]
prenotazioni: 065894875 / www.teatrobelli.it
GAROFANO VERDE – Rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco



