Dopo il successo di Mamma, perché sono grassa? arriva in libreria Due uguali il nuovo romanzo di Cíntia Moscovich, vincitore del Premio Guimarães Rosa e del Premio Jabuti.
"L'amore esige espressione" recita l'epigrafe di questo romanzo di Cíntia Moscovich. E la frase di Jeanette Winterson torna come un refrain in questo libro tenero, struggente e incantatore. Del resto, l'espressione dell'amore è la genesi di tutte le grandi opere d'arte e in questo secondo successo della scrittrice brasiliana sboccia tra due adolescenti, uno di quegli amori "diversi" che, come affermava Oscar Wilde, non osa dire il suo nome.
Due uguali coglie il momento esatto in cui, poco più che quattordicenne, Clara si sente profondamente attratta dalla sua migliore amica, Ana, e capisce di essere corrisposta.
È la storia di una forte passione mortificata dal senso di colpa e dai dubbi, ma anche segnata dalla scoperta del piacere sensuale e dall'allegria. Insomma, da quella stagione degli entusiasmi che può marchiare a fuoco una vita intera. Il gioco amoroso, che nasce puro e istintivo, si troverà però a combattere contro i pregiudizi di una società chiusa, quella del Brasile all'epoca della sua difficile dittatura, una società fatta di silenzi e di oltraggi alla libertà degli uomini. Sullo sfondo della comunità ebraica alla quale appartiene Clara, una comunità basata su rigore e celebrazione della famiglia, le due ragazze (le due uguali nei sentimenti e nei desideri), si troveranno a doversi dividere loro malgrado. Ana si auto-esilierà a Parigi, mettendo così tra loro l'intero oceano. Clara, invece, restando, sarà costretta a penetrare poco a poco l'umbratile, sottile e complesso mondo degli adulti. Da Porto Alegre, dove vive, sentirà da lontano i clamori di una dittatura militare che finisce, e cercherà il suo posto nel mondo continuando a credere nella leggerezza e nella possibilità dell'espressione. In questo romanzo choc, Cíntia Moscovich ci descrive un gruppo umano, quello ebraico, insicuro del suo inserimento sociale e in cui affari e figli sono fattori di stabilità. Quando Clara, la protagonista, decide di sfuggire a questi schemi trasgredisce infatti doppiamente, e il conflitto che da tutto ciò scaturisce contrasta con la sua relazione con Ana, la enfatizza. "Io volevo solo una storia d'amore" dice Clara verso la sorprendente fine del romanzo. E nel raccontare questa storia così delicata nei sentimenti e nel linguaggio, Cíntia Moscovich ci emoziona tutti. "L'amore frantuma il cristallo" afferma con ironia. E il lettore non potrà che darle ragione.
Cíntia Moscovich è nata nel 1958 a Porto Alegre. È scrittrice, giornalista e professoressa di Teoria Letteraria. Con i suoi numerosi romanzi ha vinto premi prestigiosissimi come il Premio Jabuti e il Premio Portugal Telecom per la Letteratura Brasiliana. Un suo racconto appare nell'antologia Sex'n'bossa di Mondadori. È tradotta in moltissimi paesi. Mamma, perché sono grassa? è stato il suo primo romanzo tradotto in Italia.



