Nel pieno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, anche la comunità omosessuale campana, a suo modo, vuole commemorare questa ricorrenza ricordando una figura simbolo del Risorgimento italiano: Luigi Settembrini, scrittore e patriota di origini casertane.
Si svolgeranno infatti tra il 16 e il 18 marzo nei capoluoghi della Campania una serie di incontri in cui sarà presentato il volume “I Neoplatonici” (recentemente riproposto dalle edizioni Senzaprezzo): a Salerno (16 marzo ore 10.00), a Napoli (16 marzo ore 16.00 a Palazzo San Giacomo, Sala Pignatiello), a Caserta (17 marzo ore 10.00 al Teatro Civico 14), a Benevento (17 marzo ore 17.00 presso la libreria Luidig-Einaudi) e ad Avellino (18 marzo ore 18.00 nella Chiesa del Carmine)
Se i libri di storia ci hanno tramandato un ritratto di Settembrini come di un austero padre della patria, in tempi relativamente recenti un caso letterario ha gettato nuova luce su questa figura fino a farlo quasi considerare un cantore dell’amore omosessuale.
Molti ricordano un suo pamphlet contro Ferdinando II (in cui denunciava la corruzione del clero, della giustizia e delle forze dell’ordine) ma pochi conoscono “I Neoplatonici”: inizialmente spacciato per una traduzione dal greco, in realtà un inedito (scritto nel periodo in cui Settembrini fu incarcerato per aver partecipato ai moti del 1848) in cui si racconta in maniera esplicita e disincantata la relazione sentimentale di due giovani.
Del testo erano a conoscenza Benedetto Croce e Giovanni Gentile, i filosofi più importanti dell’epoca (il secondo anche autore dell’omonima riforma) che si guardarono bene dal ‘guastare’ - secondo il loro punto di vista - l’immagine di una figura storica. Fu grazie all’interesse di Raffaele Cantarella, che ritrovò il manoscritto sepolto tra gli scaffali della Biblioteca Nazionale di Napoli, che l’opera fu pubblicata nel 1977.
Del testo colpisce, oltre che il linguaggio “osceno”, l’insolita leggerezza e la positività con cui viene raccontata una relazione omosessuale.
Recentemente “I Neoplatonici” è stato ripubblicato dalla piccola casa editrice Senzaprezzo con la curatela di Vincenzo Palladino che rilegge l’opera in chiave di manifesto identitario omosessuale affiancando al testo una serie di apparati storici da cui si evince, tra le altre cose, che il compagno di cella di Settembrini, Silvio Spaventa (altra importante figura risorgimentale oltre che parente dello stesso Croce), era anche il suo amante.
Evento realizzato in collaborazione con Napoligaypress.it
Da un’idea di Manlio Converti. Organizzazione di Claudio Finelli e Luca Mercogliano.
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