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14 Feb
TEATRO KISMET OPERA: IL MALATO IMMAGINARIO
In primo piano
K2_WRITTEN_BY_MALE Redazione DeeGay |
Pubblicato in Cultura Ultima modifica Lunedì 14 Febbraio 2011 14:23
 

Teatro Kismet OperA presenta "Il malato immaginario" (le Molière imaginaire). Regia di Teresa Ludovico, scenografia e disegno luci: Vincent Longuemare (Premio UBU). Dal 15 al 27 febbraio  -  Teatro SALA FONTANA, Milano via Boltraffio 21 - infotel 02 69015733 - www.teatrokismet.org

 

 


Il Teatro Kismet di Bari fa tappa a Milano con il suo tour nazionale del successo teatrale Il malato immaginario ovvero le Molière imaginaire di Teresa Ludovico, produzione dello stesso Kismet.

Lo spettacolo sarà in scena dal 15 al 27 febbraio, repliche sempre alle 20.30, (domenica pomeridiana ore 16.00, riposo lunedì) presso il Teatro Sala Fontana.

Riscrittura originale, con le scene e le luci curate da Longuemare, i costumi realizzati dall’Artelier di Luigi Spezzacatene e con la consulenza musicale dei maestri Nicola Scardicchio e Leonardo Smaldone, Il malato immaginario vede protagonisti in scena Augusto Masiello, Marco Manchisi, Cristina Mileti, Ilaria Cangialosi, Michele Cipriani, Andrea Fazzari e Daniele Lasorsa.

Componente importante nell’allestimento del Kismet, la musica è quella di Nino Rota autore tra il ’76 e il ’78 per il coreografo Maurice Béjart della suite Le Molière imaginaire, che torna quindi nello spettacolo del Kismet dando vita a un dialogo “immaginario” proprio fra Rota e Molière.

Tra fedeltà al testo originale, invenzioni registiche, ironia e sarcasmo, lo spettacolo sposta l’ambientazione dalla Francia del ‘600 a una casa del Sud Italia, in un bianco e nero da pellicola neorealista, disegnando un Argante (il protagonista, qui interpretato da Augusto Masiello) che “ha molto in comune con lo stesso Molière” spiega la regista. “Molière e Argante hanno un punto in comune: l’immaginazione. Entrambi possono vivere solo a condizione di immaginare. Argante ha bisogno di immaginare la malattia per sfuggire alla vita, sollevandosi da una quotidianità che pullula intorno. E’ vittima e carnefice di sé, del suo male di vivere, dei medici e così sacrifica il bene di sua figlia al suo interesse. Non è un brav’uomo. Si occupa di sé, esclusivamente della sua malattia, lo fa per non vivere e in questa sua distorsione si presenta come personaggio molto attuale” specifica la Ludovico.

Col suo personaggio, a smorzarlo, Tonietta la serva e una maschera di Pulcinella (entrambi i ruoli sono affidati a Marco Manchisi), incarnazione entrambe di quell’anima popolare, beffarda, liquida, che pervade tutta l’opera di Molière.

Spettacolo fortemente “corale”, Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire vuol essere un omaggio al “popolo del teatro” e vuol proporsi nella misura di un “lavoro collettivo” come tiene a notare Augusto Masiello.

In questa nuova versione, la regista si ispira alla quarta replica dell’opera originale. Ripercorre il cammino artistico di Molière rafforzato dal “testamento” di Nino Rota, autore della suite “Le Molière imaginaire”, opera scritta tra il ’76 e il ’78 per il coreografo Béjart, per il trecentenario della morte di Moliére.  La regista si è “immaginata” che i due artisti si incontrino e dialoghino. Una casa del sud, una piramide monte del purgatorio, una maschera (Pulcinella adattamento in lingua napoletana), un malato brontolone, una figlia angelica, un Molière anche per raccontare l’artista Molière.


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