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07 Dec
SCIO' SCIO' CICCIUVE': 2° EDIZIONE!!!
K2_WRITTEN_BY_MALE Gaspare Baglio |
Pubblicato in Cultura
 
 
L'AFAN (archivio femmenell antiche napoletane) programma la secoda edizione dello spettacolo musicale di tombola e tammorre "sciò sciò ciucciuvè",che si presenta l'8 gennaio ore 20,00 al CinemaTeatro Politeama, Torre Annunziata ,Napoli.
info, spettacolo e stampa 3202033254
 
 
In un crescente,  inarrestabile  trasalire di sensi,  ritmato dal frenetico batter di mani, nacchere e tammorre  del gruppo di musica popolare degli “ I spaccapaese”, prende forma per una sera, la coinvolgente magia, il mistero ad un tempo sacro e profano, di una delle manifestazioni più antiche e genuinamente popolari della nostra cultura: ‘A tombola d’e femmenielli. L’evento, melodioso già nel titolo, “Sciò sciò ciccuvé,  spettacolo di tombole e tammorre”,  nata con l’intento di recuperare e  conservare le tracce di un’identità repressa e dispersa,  mira a sottrarre la figura della “femmenell” all’omologazione imperante che ne ha oramai distrutto mondo e valori, con un’attenta opera di  ricostruzione della memoria e conoscenza che passa anche attraverso il recupero di antichissime tradizioni com’era un tempo la tombola. Così come ne “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, dove le storie sono costruite dal susseguirsi dei tarocchi che il caso dispone sul tavolo, allo stesso modo la sortita casuale dei  numeri sul cartellone,  diventa pretesto per inanellare catene narrative  segnate,  nel loro dispiegarsi ed intrecciarsi,  dal ruolo simbolico e cabalistico di ciascun numero, dalla forza evocativa che la tradizione assegna loro, dall’ effetto combinatorio, dalla capacità di affabulazione del sorteggiatore-narratore. Eccellente ed ispirato affabulatore il tombolaro-musicista Gerardo Amarante, voce degli “I spaccapaese”, capace di avvincere i presenti con racconti probabilmente antecedenti allo stesso Cunto de li cunti di Giovan Battista Basile ed arrivati a noi attraverso la tradizione orale, raccolta a sua volta dal maestro Roberto de Simone. Ad una  narrazione, intrisa di parole remotissime e di antichi influssi dialettali, fa da sfondo il vasto repertorio di canti, musiche e danze tradizionali  legati al mondo di Marra, a sud del Vesuvio, dove la civiltà contadina è ancora molto radicata. Tammorre, castagnette, triccabballacche, putipù, scetavajasse, flauti ed organetto, fanno da colonna sonora alla serata, generando la stessa atmosfera di coinvolgimento dei raduni tradizionali dei tammorrari  come la festa della Madonna dell’Arco, la Madonna delle galline, la Madonna dei bagni, di Materdomini, Montevergine ecc.
 
giornalista,Biagio Soffitto